Se contiAMO le ore del girare, compresa la pubblicità, seicecento ottanta frames in tutto, approssimato al nulla.
È stato il regista, quello stronzo, si diverte, che ha girato in pianosequenza,
gesti di una dissolvenza tantrica.
Un giorno mi sceglierò io, il genere e un longtake con ghiaccio.
Ti metterò sdraiato, buono come un cane, come voglio, a contare i passi da una porta.
Adesso tu, fuori campo, inghiottito dal tuo cinismo e dal tempo,
sei scaduto, in un cartellone sbiadito.
Posato sul comodino, come un Oscar alla carriera.
Il timore di avermi, ti ha giocato un ciack,
sequenze di una forza espressiva
che resteranno nella storia del nostro cine,
indelebili.
Ma se ci pensi, allora rivedi
il mio mare*, irrazionale.
Ti cerca ancora, da perdersi, ma hai tirato dritto.
Forse non sapevi nuotare e io che credevo fossi un Avatar*, addirittura ti facevo
volare!
"Ma io sono io…
E tu non sei un…"*
Mary Read
*"Ma se ghe penso" canzone Mario Cappello (1925)
* J.Cameron 'Avatar' (2010)
* A. Sordi 'Il marchese del Grillo' (1981)